Al MARCA di Catanzaro vanno in scena i Paesagginterni di Alessandro Papetti (Milano, 1958). In mostra, dall'8 aprile al 10 giugno, una selezione di 50 opere che ripercorrono la produzione artistica più recente dell'artista milanese.
L'esposizione documenta una tra le voci più interessanti della pittura figurativa italiana. Un'immersione tra oli su tela e tecniche miste su carta, in cui spicca il ciclo dei paesaggi. La ricerca di Papetti conia un neologismo che unisce le parole paesaggio e interno… parole che in arte si prestano a definire due generi pittorici distinti.
Una produzione connotata da una forte estetica del paesaggio. Le tele di Papetti aprono a orizzonti dal sapore naturalistico. Luoghi naturali e luoghi mentali, confondendosi, prendono forma da quel bisogno di evasione, di uscire dal limite fisico e dal perimetro che caratterizza gli ambienti interni.
Più che ritrarre un singolo soggetto, Papetti è oggi interessato a creare delle atmosfere, a gettare lo sguardo verso quel vuoto che soltanto la pittura può colmare perché non sempre quello che è dipinto rappresenta una delle gabbie mentali con cui ci relazioniamo con il mondo. (Marco Bazzini, curatore)
Con i suoi paesaggi, l'artista milanese indaga la possibilità di produrre un pensiero che assomigli al mondo, un mondo che non sia prigione delle categorie umane, un modo ancora "selvaggio".
È per questo che la rappresentazione umana, caratteristica nel tempo di diversi cicli nel cammino artistico di Papetti - si pensi ai primi ritratti segnalati da Testori - non appare mai in queste tele. Nessun specchio per chi guarda, nessun dramma in cui immedesimarsi. (Marco Bazzini, curatore)
La mostra segna anche l'esordio di Papetti nel campo dell'arte plastica. Sarà esposta, per la prima volta, la scultura di un nudo femminile in bronzo, in dialogo con una tela dello stesso soggetto.
